Crystals for Pregnancy: Which Ones to Choose and Why

Cristalli in gravidanza: quali scegliere e perché

I cristalli nascono da processi naturali lunghissimi, e in questo si portano dietro qualcosa del tempo e della forza della terra da cui provengono. Da secoli, in molte culture, vengono scelti come compagni silenziosi nei passaggi più delicati della vita: alcune persone li tengono vicino durante la meditazione, altre li scelgono come oggetti simbolici a cui affidare un'intenzione, altre ancora semplicemente per il piacere di avere qualcosa di bello e antico tra le mani.

Anche la gravidanza, da sempre, è uno di questi passaggi. Non perché una pietra possa intervenire sul corpo o sulla sua salute, ma perché tenerne una vicino, durante un momento di raccoglimento o una breve meditazione, può diventare un piccolo gesto di cura verso se stesse. Vediamo quali cristalli la tradizione associa più spesso a questo periodo della vita.

PIETRA DI LUNA

La pietra di luna è tradizionalmente considerata la pietra della femminilità, ed è da sempre associata simbolicamente al percorso della gravidanza. Il suo aspetto lattiginoso e mutevole richiama da secoli l'idea di un accompagnamento gentile, e molte donne la scelgono come oggetto simbolico a cui affidare pensieri di equilibrio e di ascolto di sé, specialmente in un momento in cui il corpo cambia e può capitare di sentirsi meno in contatto con la propria femminilità. Nella pratica contemplativa viene spesso usata la sera, come piccolo rituale per favorire un momento di calma prima del riposo.


AGATA

La tradizione considera l'agata una pietra particolarmente indicata per accompagnare i momenti di nervosismo, e per questo è spesso scelta come amuleto durante la gravidanza. Ne esistono moltissime varietà, ognuna con colori e disegni diversi: è una delle pietre più diffuse in natura, ma va detto che sul mercato si trovano spesso esemplari colorati o trattati termicamente, quindi privati della loro naturalezza. Meglio diffidare delle pietre dai colori troppo accesi.

Le sue bande concentriche, formatesi nel corso di processi geologici lunghissimi, ne fanno da sempre un simbolo di introspezione e di centratura: osservarle, o semplicemente tenerle tra le mani durante un momento di pausa, può aiutare a rallentare e a ritrovare un po' di silenzio interiore, qualcosa che in gravidanza può essere prezioso.

In particolare, l'agata muschiata è tradizionalmente legata all'idea di un nuovo inizio, ed è per questo considerata di buon auspicio per chi sta per intraprendere qualcosa di nuovo, come lo è, in tutti i sensi, l'arrivo di un figlio.


SELENITE

La selenite prende il nome da Selene, dea della luna nella mitologia greca, e come la pietra di luna è legata simbolicamente alla femminilità e al mondo emotivo. È una pietra spesso scelta per accompagnare periodi di cambiamento, per la sensazione di calma quasi immediata che la sua superficie luminosa trasmette al tatto. Viene tradizionalmente usata anche in pratiche contemplative rivolte all'ascolto interiore e alla connessione, in questo caso simbolica, con il bambino che deve nascere.


MALACHITE

La malachite si presenta in diverse sfumature di verde, dalle più chiare alle più intense. È una pietra piuttosto rara e costosa, motivo per cui sul mercato circolano molte imitazioni, riconoscibili anche dal fatto che, a differenza della pietra autentica, non portano con sé alcuna storia geologica. Le sue linee morbide e concentriche sono da sempre associate a un senso di quiete e di leggerezza.

Nella tradizione simbolica è collegata alla capacità di mettere ordine nella confusione mentale, ed è per questo che viene spesso scelta da chi attraversa la gravidanza cercando di viverla con più calma e più presenza. È associata anche alla serenità interiore, alla compassione verso se stesse, e a un senso di forza silenziosa utile per affrontare i momenti di cambiamento.


L'ANGEL CALLER

L'Angel Caller è un gioiello di origine indonesiana, in particolare balinese, dove tradizionalmente le donne in gravidanza indossavano una collana sonora. Una tradizione simile si ritrova anche in Messico, dove l'oggetto è ancora oggi conosciuto come "bola". È un ciondolo con un piccolo campanello che, secondo l'usanza, le madri regalano alle proprie figlie in attesa.

Il ciondolo, oggi generalmente sferico e in argento, racchiude un piccolo campanello dal suono delicato. Viene indossato con una lunga catena, in modo da appoggiarsi appena sopra il ventre della futura madre. Il suono, secondo la tradizione, accompagna il bambino durante la gravidanza e può diventare, dopo la nascita, un suono familiare e rassicurante.

Il suo significato è legato alla sua funzione simbolica: un richiamo, quasi una preghiera sonora, rivolta a una presenza protettiva per la madre e per il bambino. È un oggetto che si può iniziare a indossare dalla ventesima settimana circa, quando il feto comincia a percepire i suoni esterni, e che molte scelgono di continuare a indossare anche dopo la nascita.

SE NON TI SENTI FELICE E SERENA, NON C'È NULLA CHE NON VA IN TE

"Quando impari a gestire il tuo giudice interiore, diventa molto più facile mettere a tacere tutti gli aspiranti giudici esterni."
Arianna Basile

La gravidanza è un periodo molto delicato per una donna. Può essere un momento bellissimo, ma non sempre lo è, ed è spesso anche fonte di ansie, paure e stress legati alla vita che cresce dentro di sé. Il corpo, in questi mesi, non sembra più appartenere solo a chi lo abita, e capita di dover affrontare molti controlli ed esami, uno dopo l'altro. Cose che prima sembravano del tutto naturali, come certi cibi o certe abitudini, diventano improvvisamente più complicate, o vietate.

A questo si aggiunge la pressione sociale su come si dovrebbe essere, cosa si dovrebbe fare, cosa si dovrebbe provare: un momento che potrebbe essere l'apice della femminilità e della serenità rischia così di trasformarsi in un periodo di tensione e affaticamento emotivo.

In questi casi può essere utile ritagliarsi un momento di meditazione con un quarzo rosa appoggiato sul chakra del cuore. Prima di dormire, ad esempio, si può dedicare qualche minuto a un piccolo rituale: un quarzo rosa sul cuore e uno sul ventre, come simbolo di un filo che unisce il cuore della madre a quello del bambino. Accanto al quarzo rosa, anche l'amazzonite è tradizionalmente associata a un effetto calmante, ed è spesso scelta come alleata nei momenti di impazienza o nervosismo.

In questo periodo, in cui la sensibilità è spesso più accentuata, i giudizi altrui possono ferire più del solito, e anche i consigli di amici e parenti possono suonare come ordini più che come gesti di affetto: può nascere il bisogno di tornare ad ascoltare se stesse. In questi casi la sodalite è tradizionalmente associata alla ricerca di questo equilibrio interiore.

Nei momenti di apatia che possono accompagnare un periodo di cambiamento così grande, il turchese o l'apatite sono pietre tradizionalmente scelte come compagne. Se invece prevale l'agitazione, e i pensieri si affollano, l'agata bianca o la giada chiara sono da sempre associate a un senso di tranquillità.

Se durante la gravidanza si trova il tempo per riposare, si può anche approfittarne per approfondire la conoscenza di sé. Praticare yoga e meditazione in questo periodo è un modo prezioso per riconnettersi con il proprio corpo e iniziare a conoscere meglio la propria mente, imparando pian piano ad ascoltarla e a gestirla. In questo percorso, il quarzo ialino (cristallo di rocca) è tradizionalmente scelto come supporto, e l'ametista come pietra che accompagna il dialogo interiore.

Il consiglio che sento di darti è di continuare a sentirti "naturale", senza preoccuparti di essere "normale".

Se possibile, ti farà bene proseguire con la pratica dello yoga e della meditazione, e con il tuo percorso interiore, anche dopo la gravidanza: farà bene a te, e di conseguenza anche al tuo bambino.

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